Ospiti

DSC04288Il lavoro del musicista deve necessariamente esplicarsi attraverso lo strumento, di conseguenza entrando in contatto con il liutaio, profondo conoscitore dei materiali, delle forme e delle tecniche che contribuiscono a costruire l’oggetto ‘chitarra’. Tale dialogo si rende indispensabile nel momento in cui le istanze del musicista, concernenti la ricerca del suono, devono trovare risposta e soluzione da parte di chi costruisce lo strumento, il quale normalmente non ha un’esperienza professionale diretta sulla chitarra, seppur con qualche eccezione. Per rispondere a tale necessità si è creato un momento di incontro con i liutai, nei quali si è cercato di instaurare un dialogo tra costruttori e fruitori, reso più mirato e funzionale grazie al confronto sul campo di diversi strumenti. In via del tutto eccezionale, nell’edizione del 2011 il m° Stefano Grondona è stato invitato a tenere una lectio magistralis nell’ambito della Masterclass.

 

LECTIONES   MAGISTRALES

 

Stefano Grondona

Johann Sebastian Bach

Ponte in Valtellina, Teatro Comunale G. Piazzi

31 luglio 2011

 

Dedizione assoluta ed anticonvenzionale alla musica: questa è la cifra distintiva dell’arte di Stefano Grondona, preclara fin dai suoi esordi. Nato a Genova il 21 Luglio 1958, si è imposto giovanissimo come vincitore dei più prestigiosi concorsi internazionali (Parma, Alessandria, Gargnano, Palma de Mallorca, Città del Messico, Leed’s Castle, Monaco di Baviera), al punto che Andrés Segovia, in una intervista del 1985, lo menzionò come uno dei suoi quattro allievi più significativi. John Williams, Oscar Ghiglia ed Alirio Diaz, artisti allora già nel pieno della loro maturità artistica, erano gli altri nominati dal Maestro. Grondona, che celebra nel gennaio del 2014 il suo quarantesimo anno di carriera concertistica, ha contribuito con la sua ricerca interpretativa e storica ad una innovativa visione personalissima e insieme archetipica della chitarra. Fanno parte della sua identità i suoi arrangiamenti, da Bach in primis a Froberger e Scarlatti, come le sue ventennali escursioni catalane alla riscoperta di Miguel Llobet, compositore-chitarrista profondamente innovativo e partecipe del Modernismo catalano, eppure ancora misconosciuto dagli stessi chitarristi. Grondona ha dedicato a Llobet due ambiziosi progetti: la prima opera omnia discografica, in sette CD, e una rinnovata edizione integrale delle sue composizioni, in quindici volumi. E sempre a Llobet si ispirano gli ensemble cameristici fondati da Grondona: Nova Lira Orfeo, erede del gruppo Lira Orfeo, ideato e diretto dal maestro catalano agli albori del Novecento, e il duo con la chitarrista Laura Mondiello, con cui Grondona ha riscoperto e ripercorso il repertorio che Llobet aveva dedicato al proprio duo con l’allieva María Luisa Anido. Altrettanto a Grondona si deve il riscatto della figura del chitarrista-compositore spagnolo ottocentesco Julián Arcas, tramite la sua produzione discografica La Leona, nel 2004, e la sua più recente edizione di opere scelte, 2012. Le opere discografiche di Grondona costituiscono un ineludibile punto di riferimento per il pubblico e la critica, ed hanno meritato premi di notevole prestigio: il CD La Guitarra de Torres ha ricevuto nel 1999 la “Chitarra d’oro” per il “miglior CD dell’anno” al Convegno Nazionale di Alessandria, ed è stato segnalato tra i migliori CD dell’anno dalla rivista tedesca Klassik Heute; Lo Cant dels Aucells ha anche ricevuto nel 2002 la “Chitarra d’oro”; Respuesta ha ottenuto nel 2007 il prestigioso “Editor’s Choice” della rivista inglese Gramophone, mentre nel 2008 lo stesso CD è stato incluso da La Vanguardia nella collezione di dischi di musica catalana per la celebrazione dei cento anni del Palau de la Música di Barcellona; Grondona plays Bach è stato premiato con cinque stelle dalle riviste Musica, Amadeus e Classic Voice. Il cd Nocturnal, del 2013, anche premiato delle cinque stelle di Musica, omaggia il compimento degli 80 anni del grande virtuoso inglese Julian Bream con opere composte per quest’ultimo e al tempo stesso celebra il centenario della nascita di del compositore B.Britten e i cinquanta anni dalla composizione del suo Nocturnal after Jorn Dowland op. 70. Le sue dieci tournée in Giappone sono state accolte dal mondo musicale nipponico con un fervore pari a quello ricevuto a suo tempo dallo stesso Segovia e da Julian Bream. Dal 2004 a tutt’oggi esiste in Giappone un club di fans di Stefano Grondona. Nel concorso di liuteria tenutosi ad Ibaraki nel novembre 2012 per celebrare il ventennale del Palacio de la Guitarra, è stato istituito il Premio Stefano Grondona, che il maestro ha assegnato ai concorrenti di sua univoca elezione. Da oltre vent’anni titolare di cattedra presso il di Vicenza, Grondona ha saputo rendere la sua classe un riconosciuto centro pulsante di meditazione strumentale. I frutti di questo impegno sono maturati anche attraverso la realizzazione di importanti mostre di liuteria (1994, 1995 e 1997) e di eventi monografici (su García e Simplicio nel 2003 e su Vicente Arias nel 2005).Tra le innumerevoli master class tenute in tutto il mondo quelle di Ponte in Valtellina, datate tra il 1987 e il 2001, siricordano per il determinante contributo alla formazione di una nuova generazione di chitarristi; così, sempre a Ponte in Valtellina ebbero luogo svariati eventi diretti da Grondona comele due edizioni speciali di Ponte di Note (nel 2002, dedicata a David Rubio e nel 2005, La Guitarra Española), e la stesura del libro La Chitarra di Liuteria-Masterpieces of Guitar Making (2001), scritto in collaborazione con il liutaio Luca Waldner, con l’editore, scrittore e fotografo Massimo Mandelli e con il cordaio Mimmo Peruffo. Detto libro rappresenta oggi unanimemente un fondamentale punto di riferimento sul tema dei rapporti fra liuteria e strumentismo.

Stefano Grondona è stato anche creatore e direttore artistico del festival ¡Guitarra! La voce del sublime tenutosi a Perugia (2011-2012). Per lo speciale rapporto che ha saputo instaurare con gli strumenti del passato, Grondona è stato invitato a tenere recitals sulle chitarre Torres che si trovano al Museu de la Música (Barcellona, 2001, 2003, 2005, 2009, 2012, 2013) e al Palacio de la Guitarra (Ibaraki, 2000, 2001, 2005, 2012), ed a partecipare a concerti in memoria dei grandi liutai, quali Antonio de Torres (Almería 2006, Córdoba 2007), Robert Bouchet (Tokyo 1998) e David Rubio (Cambridge 2001, 2004), con il quale Grondona aveva collaborato tra il 1992 ed il 1999.

Alcuni frammenti da esecuzioni discografiche di Grondona risuonano in continuo nelle sale del Museu de la Música di Barcellona. Sempre a seguito della sua attività volta alla ricerca e diffusione della cultura e musica catalana, nel 2005 Grondona ha ricevuto il prestigioso premio IPECC.

Il 27 Aprile 2011 Stefano Grondona è stato insignito della più alta onorificenza culturale catalana, la Creu de Sant Jordi, conferitagli dalla Generalitat de Catalunya.

Il 2 giugno 2012 gli è stata conferita l’onoreficenza di Cavaliere dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana. Il 24 novembre 2013 il Comune di Ponte in Valtellina ha assegnato a Stefano Grondona il Premio G.Piazzi per l’Arte.

 

Paul Galbraith

Ponte in Valtellina, Teatro Comunale G. Piazzi

2 agosto 2013

 

Paul Galbraith è internazionalmente riconosciuto come uno dei chitarristi più importanti del nostro tempo. Il suo approccio rivoluzionario alla chitarra, sua alleata nella profonda ricerca  interpretativa, lo hanno reso una figura immediatamente riconoscibile nel mondo della musica classica. Paul suona una particolare chitarra a 8 corde che ha sviluppato nel 1993 insieme al leggendario liutaio inglese David Rubio. Progettata da Rubio dalla normale forma della chitarra moderna, mediante un radicale sistema asimmetrico di incordatura “Orpharion”, ne è uscito uno strumento di rinascita della famiglia dei liuti. È stata chiamata la “Brahms Guitar”, grazie alla sua ricchezza nella gamma sonora e il largo spettro della tessitura. Su questo strumento, Paul ha registrato una serie di album di grande successo, a cominciare con la musica di Brahms (l’op. 21/a, variazioni per pianoforte), continuando con le Sonate di Haydn, “Impressioni francesi” con musiche di Debussy e Ravel, un DVD recital (con il famoso Nocturnal di Britten) e le opere complete di Bach per violino solo (Sonate e Partite), che è stato nominato per un Grammy Award nel 1998. L’approccio individuale alla tecnica chitarristica di Paul, nasce da un’idea avuta nel 1984 di liberare il braccio destro in momenti di appoggio  o di sospensione dallo strumento. La libertà risultante consente un flusso continuo tra movimento e suono. Paul ha continuato a sviluppare e a raffinare la propria posizione fino a quando, nel 1987, si è evoluta in una postura simile a quella cellistica che utilizza a tutt’oggi. Galbraith ha iniziato la sua carriera concertistica nella tarda adolescenza, essendo venuto all’attenzione del pubblico in Gran Bretagna attraverso una serie di vittorie in competizioni televisive. Alla domanda di un membro della stampa rivolta ad Andres Segovia dopo il concorso di Leeds nel 1981,  il grande Maestro andaluso esclamò: “Paul è magnifico! Sarà un grande artista!!!”. Fin dai primi anni novanta, Paul ha intrapreso tournée negli Stati Uniti ogni anno, così come nel Regno Unito e l’Unione Europea, Cina, Sud America, Russia, Australia, Canada e India. Inoltre ha suonato con alcune delle più importanti orchestre ed ensemble in Gran Bretagna e in Europa, come ad esempio: le orchestre della BBC e la Royal Philharmonic, la Scottish e l’English Chamber Orchestra, la European e la Moscow Chamber Orchestra e i quartetti di St. Petersburg e Shanghai.

 

Giuseppe Carrer

La chitarra dell’Ottocento, strumenti e repertorio

Ponte in Valtellina, Teatro Comunale G. Piazzi

27 luglio 2014

Giuseppe Carrer nasce a Treviso nel 1966 dove comincia lo studio della chitarra con Giancarlo Rado. Si diploma con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida di Ruggero Chiesa. Negli anni della sua formazione partecipa a numerose masterclasses tenute da alcuni dei più importanti chitarristi della scena mondiale come Julian Bream, Josè Tomas, Paul Galbraith, Eliot Fisk. Continua gli studi con Stefano Grondona e Oscar Ghiglia, frequentando, con quest’ultimo, il corso triennale per solisti presso la Musik Akademie di Basilea (CH) dove nel 1997 si diploma ottenendo il Solisten Diplom, e l’Accademia Musicale Chigiana dove ottiene il Diploma di Merito. Nel biennio 1987-88 segue i corsi di Fenomenologia della musica tenuti dal grande direttore d’orchestra Sergiu Celibidache a Saluzzo. Molto giovane è vincitore ai concorsi nazionali di Stresa, Savona e al Concorso “Mario Castelnuovo-Tedesco” di Parma. In seguito vince alcuni tra i più importanti concorsi internazionali per chitarra, primo premio al concorso Città di Alessandria nel 1986, secondo premio (primo non assegnato) al concorso d’interpretazione di musica per chitarra del secolo XX di Lagonegro, primo premio al concorso “Fernando Sor” nel 1994 e primo premio al concorso di Gargnano nel 1995. L’attività concertistica lo porta in Italia, Francia, Svizzera, Austria, Thailandia e Singapore suonando sia come solista che con varie formazioni cameristiche (dal duo di chitarre al quintetto per chitarra e archi) e in concerti per chitarra e orchestra. Ha collaborato inoltre con la Sinfonieorchester Basel, l’Orchestra Filarmonia Veneta, l’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto. Attivo anche nel campo della musica contemporanea, ha eseguito alcune delle opere più significative del repertorio cameristico del novecento quali “Le Marteau sans Mâitre” di Pierre Boulez e “Serenata per un Satellite “ di Bruno Maderna. Ha collaborato con il Tammittam Ensemble all’incisione di un CD dedicato alla musica da camera del XX secolo per l’etichetta Dynamic, e come arrangiatore ha curato la versione per voce e chitarra di musiche della tradizione veneziana del ‘900 in seguito incise per l’OpusAvantra. Con l’ensemble di chitarre Nova Lira Orfeo, diretto da Stefano Grondona, ha partecipato all’incisione del CD “Homenaje” uscito nel 2006 per l’etichetta Stradivarius.

Carles Trepat

Granados – Llobet …100 anys d’un viatge

1 Agosto 2015

Carles Trepat è nato a Lleida nel 1960, dove ha iniziato a studiare la chitarra all’età di tredici anni con Jordi Montagut. Nel 1976 frequenta l’ultimo corso tenuto dal maestro Emilio Pujol Cervera. Ha studiato, inoltre, con Eduardo Sainz de la Maza ed Eulogio Dávalos a Barcellona, con José Tomás presso il Conservatorio “Oscar Esplà” ad Alicante e Rafael Andía e Alberto Ponce presso l’ École Normale de Musique di Parigi. Ha iniziato l’attività concertistica all’età di diciassette anni, e un anno dopo ha debuttato al Teatro Real di Madrid come vincitore del I Concurso Permanente de Jóvenes Intérpretes de Juventudes Musicales. Da allora in poi ha ricevuto premi nei più prestigiosi concorsi internazionali di chitarra, come il premio Tárrega del concorso internazionale di chitarra Francisco Tárrega a Benicasim, premio speciale della giuria del concorso internazionale de La Habana e il primo premio del 5 ° Concorso internazionale di Toronto. Carles Trepat ha avuto il privilegio di lavorare come professore assistente di José Tomás – nei corsi estivi di Denia e Vila-seca per più di dieci anni. E’ stato invitato a tenere dei corsi di perfezionamento dai conservatori di Zaragoza, La Coruña, Jaén, Alicante, Cartagena, Badajoz, corsi di Ikasmúsica a Bilbao, Alkmaar (Paesi Bassi), Volos e a Salonicco (Grecia), Mikulov (Repubblica Ceca), tra gli altri. Come solista ha collaborato con l’ Orquesta Ciudad de Granada, Solisti di Zagabria, Orchestra Filarmonica di Montpellier, English Chamber Orchestra, Orchestra dell’Opera di Lione, London Festival Orchestra, Orchestra of St. John Smith Square, I Musici… con direttori del calibro di Enrique García Asensio, Leopold Hager, Friedemann Layer e Josep Pons. Si è esibito in più occasioni al Palau de la Música di Barcellona, eseguendo il Concertino di  Bacarisse con Sir Neville Marriner e l’Orquestra de Cadaqués e con Claudio Scimone e I Solisti Veneti interpretando il Concerto RV 93 di Vivaldi. Nell’agosto scorso ha partecipato – insieme con l’Orchestra RTVE diretta da Josep Pons – al concerto in omaggio a Albéniz, che Camprodón, sua città natale, ha offerto per il centenario. Carles Trepat solitamente suona con le chitarre emblematiche di alcuni dei più importanti maestri liutai: Antonio Torres, Santos Hernandez e Jose L. Romanillos. Ha pubblicato diversi pezzi originali e trascrizioni per la chitarra e il suo lavoro in omaggio a Baden Powell in anteprima al Carrefour Mondiale de Guitare in Martinica nel 1994. Ha inciso diversi CD tra i quali quelli dedicati a Mompou e Rodrigo de Quiroga e il più recente, El Albaicin, con la prima registrazione del brano “Iberia” di Albéniz, trascritto per chitarra solista.

Mimmo Peruffo

Le corde di budello e la chitarra: storia di un suono

1 Agosto 2015

Mimmo è nato ad Arborea in provincia di Oristano. Unico allievo del cordaio Arturo Granata, egli e ricercatore operante in Caldogno, provincia di Vicenza (dove ha fondato la Aquila Corde Armoniche). Si occupa, dal 1983, dello studio e della costruzione delle corde di budello in uso nel Rinascimento, Barocco e periodo Classico. Nell’ambito della ricerca nel campo dei materiali moderni nel 1997 ha scoperto ed introdotto nel mercato il ‘Nylgut’, una sorta di ‘budello sintetico’ impiegato negli strumenti a pizzico storici e nella chitarra classica, ukulele etc. in sostituzione del nylon. Suoi contributi sono apparsi in “Recercare”, “F.O.M.R.H.I. Quarterly”, Orfeo, “il Bollettino della Società italiana del Liuto”, “The Lute Society of America Bulletin”, “Quattrocentoquindici”, “Il Fronimo”, Gendai Guitar Il volume ‘Domenico Montagnana lautier in Venegia, Lendinara 1997’, ‘Das Musikinstrument’ etc. Ha curato la sezione riguardante le corde di budello del catalogo degli strumenti musicali del Germanisches National Museum di Norimberga e del volume della mostra di Bergamo del 1998: “Evaristo Baschenis e la natura morta in Europa”. Ha eseguito per la prima volta accurati rilievi degli spezzoni di corde di budello risalenti alla prima metà del XVIII secolo presenti al Museo Stradivariano di Cremona e nell’Aprile del 2000 le misurazioni delle corde originali di budello per violino appartenute a Nicolò Paganini. Ha svolto e svolge tuttora conferenze nei conservatori o università di Vienna, L’Aquila, Dresda, Milano, Venezia, Londra, Bruxelles, Firenze, Den Haag, Brescia, Gjion etc. Quando ha tempo (!) riesce a suonare il suo liuto, la chitarra e l’ukulele.

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    Carles Trepat

    Musicista
    Ospite nel 2015
  • Mimmo

    Mimmo Peruffo

    Cordaio e ricercatore
    Ospite nel 2015
  • Ober Fritz

    Fritz Ober

    Liutaio
    Ospite nel 2015
  • Braun Tobias

    Tobias Braun

    Liutaio
    Ospite nel 2015
  • Duo COP TED

    Giacomo Copiello e Michele Tedesco

    Musicisti
    Ospiti nel 2015
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    Laura Mondiello

    Musicista
    Ospite nel 2014
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    Stefano Grondona

    Musicista
    Ospite nel 2008, 2011, 2012, 2014
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    Philippe Jean-Mairet

    Liutaio
    Ospite nel 2014
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    Giuseppe Carrer

    Musicista
    Ospite nel 2010, 2013, 2014
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    Paul Galbraith

    Musicista
    Ospite nel 2013
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    Luca Trabucchi e Liliana Pesaresi

    Musicisti
    Ospiti nel 2012
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    Lorenzo Frignani

    Liutaio
    Ospite nel 2012
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    Walter Verreydt

    Liutaio
    Ospite nel 2012
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    Josep Melo

    Liutaio
    Ospite nel 2011
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    Andrea Tacchi

    Liutaio
    Ospite nel 2011
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    Giacomo Susani

    Musicista
    Ospite nel 2011, 2015
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    Pietro Locatto

    Musicista
    Ospite nel 2011
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    Andrea Bissoli

    Musicista
    Ospite nel 2010, 2015
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    Gabriele Lodi

    Liutaio
    Ospite nel 2010, 2015
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    Fabio Zontini

    Liutaio
    Ospite nel 2010
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    Federica Artuso

    Musicista
    Ospite nel 2009
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    Claudia Benasciutti

    musicista
    Ospite nel 2009, 2015
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    Gerhard Oldiges

    Liutaio
    Ospite nel 2009, 2014
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    Luigi Locatto

    Liutaio
    Ospite nel 2009
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    Stefano Grondona & Laura Mondiello

    Musicisti
    Ospiti nel 2008
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    Nova Lira Orfeo

    Musicisti
    Ospiti nel 2008
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    Luca Waldner

    Liutaio
    Ospite nel 2008, 2009