{"id":489,"date":"2014-08-23T20:07:42","date_gmt":"2014-08-23T20:07:42","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:8888\/wordpress\/?page_id=489"},"modified":"2015-07-01T12:10:42","modified_gmt":"2015-07-01T12:10:42","slug":"ospiti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/?page_id=489","title":{"rendered":"Ospiti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/DSC04288-e1433698275279.jpg\" class=\"pretty_image\" data-rel=\"prettyPhoto[489]\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1613\" src=\"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/DSC04288-300x200.jpg\" alt=\"DSC04288\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>Il lavoro del musicista deve necessariamente esplicarsi attraverso lo strumento, di conseguenza entrando in contatto con il liutaio, profondo conoscitore dei materiali, delle forme e delle tecniche che contribuiscono a costruire l\u2019oggetto \u2018chitarra\u2019. Tale dialogo si rende indispensabile nel momento in cui le istanze del musicista, concernenti la ricerca del suono, devono trovare risposta e soluzione da parte di chi costruisce lo strumento, il quale normalmente non ha un\u2019esperienza professionale diretta sulla chitarra, seppur con qualche eccezione. Per rispondere a tale necessit\u00e0 si \u00e8 creato un momento di incontro con i liutai, nei quali si \u00e8 cercato di instaurare un dialogo tra costruttori e fruitori, reso pi\u00f9 mirato e funzionale grazie al confronto sul campo di diversi strumenti. In via del tutto eccezionale, nell\u2019edizione del 2011 il m\u00b0 Stefano Grondona \u00e8 stato invitato a tenere una <em>lectio magistralis<\/em> nell\u2019ambito della Masterclass.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><div class=\"divider_hr\"><\/div><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>LECTIONES \u00a0 MAGISTRALES<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Stefano Grondona<\/strong><\/span><\/h2>\n<h3><em><strong>Johann Sebastian Bach<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>Ponte in Valtellina, Teatro Comunale G. Piazzi<\/p>\n<p>31 luglio 2011<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dedizione assoluta ed anticonvenzionale alla musica: questa \u00e8 la cifra distintiva dell\u2019arte di Stefano Grondona, preclara fin dai suoi esordi. Nato a Genova il 21 Luglio 1958, si \u00e8 imposto giovanissimo come vincitore dei pi\u00f9 prestigiosi concorsi internazionali (Parma, Alessandria, Gargnano, Palma de Mallorca, Citt\u00e0 del Messico, Leed\u2019s Castle, Monaco di Baviera), al punto che Andr\u00e9s Segovia, in una intervista del 1985, lo menzion\u00f2 come uno dei suoi quattro allievi pi\u00f9 significativi. John Williams, Oscar Ghiglia ed Alirio Diaz, artisti allora gi\u00e0 nel pieno della loro maturit\u00e0 artistica, erano gli altri nominati dal Maestro. Grondona, che celebra nel gennaio del 2014 il suo quarantesimo anno di carriera concertistica, ha contribuito con la sua ricerca interpretativa e storica ad una innovativa visione personalissima e insieme archetipica della chitarra. Fanno parte della sua identit\u00e0 i suoi arrangiamenti, da Bach <em>in primis <\/em>a Froberger e Scarlatti, come le sue ventennali escursioni catalane alla riscoperta di Miguel Llobet, compositore-chitarrista profondamente innovativo e partecipe del Modernismo catalano, eppure ancora misconosciuto dagli stessi chitarristi. Grondona ha dedicato a Llobet due ambiziosi progetti: la prima opera omnia discografica, in sette CD, e una rinnovata edizione integrale delle sue composizioni, in quindici volumi. E sempre a Llobet si ispirano gli <em>ensemble <\/em>cameristici fondati da Grondona: <em>Nova Lira Orfeo<\/em>, erede del gruppo <em>Lira Orfeo<\/em>, ideato e diretto dal maestro catalano agli albori del Novecento, e il duo con la chitarrista Laura Mondiello, con cui Grondona ha riscoperto e ripercorso il repertorio che Llobet aveva dedicato al proprio duo con l\u2019allieva Mar\u00eda Luisa Anido. Altrettanto a Grondona si deve il riscatto della figura del chitarrista-compositore spagnolo ottocentesco Juli\u00e1n Arcas, tramite la sua produzione discografica <em>La Leona<\/em>, nel 2004, e la sua pi\u00f9 recente edizione di opere scelte, 2012. Le opere discografiche di Grondona costituiscono un ineludibile punto di riferimento per il pubblico e la critica, ed hanno meritato premi di notevole prestigio: il CD <em>La Guitarra de Torres <\/em>ha ricevuto nel 1999 la <em>\u201cChitarra d\u2019oro\u201d <\/em>per il <em>\u201cmiglior CD dell\u2019anno\u201d <\/em>al Convegno Nazionale di Alessandria, ed \u00e8 stato segnalato tra i migliori CD dell\u2019anno dalla rivista tedesca <em>Klassik Heute<\/em>; <em>Lo Cant dels Aucells <\/em>ha anche ricevuto nel 2002 la <em>\u201cChitarra d\u2019oro\u201d<\/em>; <em>Respuesta <\/em>ha ottenuto nel 2007 il prestigioso <em>\u201cEditor\u2019s Choice\u201d <\/em>della rivista inglese <em>Gramophone<\/em>, mentre nel 2008 lo stesso CD \u00e8 stato incluso da <em>La Vanguardia <\/em>nella collezione di dischi di musica catalana per la celebrazione dei cento anni del Palau de la M\u00fasica di Barcellona; <em>Grondona plays Bach <\/em>\u00e8 stato premiato con cinque stelle dalle riviste <em>Musica<\/em>, <em>Amadeus <\/em>e <em>Classic Voice<\/em>. Il cd <em>Nocturnal<\/em>, del 2013, anche premiato delle cinque stelle di <em>Musica<\/em>, omaggia il compimento degli 80 anni del grande virtuoso inglese Julian Bream con opere composte per quest\u2019ultimo e al tempo stesso celebra il centenario della nascita di del compositore B.Britten e i cinquanta anni dalla composizione del suo <em>Nocturnal after Jorn Dowland <\/em>op. 70. Le sue dieci tourn\u00e9e in Giappone sono state accolte dal mondo musicale nipponico con un fervore pari a quello ricevuto a suo tempo dallo stesso Segovia e da Julian Bream. Dal 2004 a tutt\u2019oggi esiste in Giappone un club di <em>fans <\/em>di Stefano Grondona. Nel concorso di liuteria tenutosi ad Ibaraki nel novembre 2012 per celebrare il ventennale del Palacio de la Guitarra, \u00e8 stato istituito il <em>Premio Stefano Grondona<\/em>, che il maestro ha assegnato ai concorrenti di sua univoca elezione. Da oltre vent\u2019anni titolare di cattedra presso il di Vicenza, Grondona ha saputo rendere la sua classe un riconosciuto centro pulsante di meditazione strumentale. I frutti di questo impegno sono maturati anche attraverso la realizzazione di importanti mostre di liuteria (1994, 1995 e 1997) e di eventi monografici (su Garc\u00eda e Simplicio nel 2003 e su Vicente Arias nel 2005).Tra le innumerevoli <em>master class <\/em>tenute in tutto il mondo quelle di Ponte in Valtellina, datate tra il 1987 e il 2001, siricordano per il determinante contributo alla formazione di una nuova generazione di chitarristi; cos\u00ec, sempre a Ponte in Valtellina ebbero luogo svariati eventi diretti da Grondona comele due edizioni speciali di <em>Ponte di Note <\/em>(nel 2002, dedicata a David Rubio e nel 2005, <em>La Guitarra Espa\u00f1ola<\/em>), e la stesura del libro <em>La Chitarra di Liuteria-Masterpieces of Guitar Making <\/em>(2001), scritto in collaborazione con il liutaio Luca Waldner, con l\u2019editore, scrittore e fotografo Massimo Mandelli e con il cordaio Mimmo Peruffo. Detto libro rappresenta oggi unanimemente un fondamentale punto di riferimento sul tema dei rapporti fra liuteria e strumentismo.<\/p>\n<p>Stefano Grondona \u00e8 stato anche creatore e direttore artistico del festival <em>\u00a1Guitarra! La voce del sublime <\/em>tenutosi a Perugia (2011-2012). Per lo speciale rapporto che ha saputo instaurare con gli strumenti del passato, Grondona \u00e8 stato invitato a tenere <em>recitals <\/em>sulle chitarre Torres che si trovano al Museu de la M\u00fasica (Barcellona, 2001, 2003, 2005, 2009, 2012, 2013) e al Palacio de la Guitarra (Ibaraki, 2000, 2001, 2005, 2012), ed a partecipare a concerti in memoria dei grandi liutai, quali Antonio de Torres (Almer\u00eda 2006, C\u00f3rdoba 2007), Robert Bouchet (Tokyo 1998) e David Rubio (Cambridge 2001, 2004), con il quale Grondona aveva collaborato tra il 1992 ed il 1999.<\/p>\n<p>Alcuni frammenti da esecuzioni discografiche di Grondona risuonano in continuo nelle sale del Museu de la M\u00fasica di Barcellona. Sempre a seguito della sua attivit\u00e0 volta alla ricerca e diffusione della cultura e musica catalana, nel 2005 Grondona ha ricevuto il prestigioso premio IPECC.<\/p>\n<p>Il 27 Aprile 2011 Stefano Grondona \u00e8 stato insignito della pi\u00f9 alta onorificenza culturale catalana, la <em>Creu de Sant Jordi<\/em>, conferitagli dalla Generalitat de Catalunya.<\/p>\n<p>Il 2 giugno 2012 gli \u00e8 stata conferita l\u2019onoreficenza di Cavaliere dell\u2019Ordine del Merito della Repubblica Italiana. Il 24 novembre 2013 il Comune di Ponte in Valtellina ha assegnato a Stefano Grondona il Premio G.Piazzi per l\u2019Arte.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: 800;\"><strong><div class=\"divider_hr\"><\/div><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Paul Galbraith<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Ponte in Valtellina, Teatro Comunale G. Piazzi<\/p>\n<p>2 agosto\u00a02013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span class=\"Apple-style-span\" style=\"color: #666666;\">Paul Galbraith \u00e8 internazionalmente riconosciuto come uno dei chitarristi pi\u00f9 importanti del nostro tempo. Il suo approccio rivoluzionario alla chitarra, sua alleata nella profonda ricerca\u00a0 interpretativa, lo hanno reso una figura immediatamente riconoscibile nel mondo della musica classica. Paul suona una particolare chitarra a 8 corde che ha sviluppato nel 1993 insieme al leggendario liutaio inglese David Rubio. Progettata da Rubio dalla normale forma della chitarra moderna, mediante un radicale sistema asimmetrico di incordatura \u201cOrpharion\u201d, ne \u00e8 uscito uno strumento di rinascita della famiglia dei liuti. \u00c8 stata chiamata la \u201cBrahms Guitar\u201d, grazie alla sua ricchezza nella gamma sonora e il largo spettro della tessitura. Su questo strumento, Paul ha registrato una serie di album di grande successo, a cominciare con la musica di Brahms (l\u2019op. 21\/a, variazioni per pianoforte), continuando con le Sonate di Haydn, &#8220;Impressioni francesi\u201d con musiche di Debussy e Ravel, un DVD recital (con il famoso Nocturnal di Britten) e le opere complete di Bach per violino solo (Sonate e Partite), che \u00e8 stato nominato per un Grammy Award nel 1998. L\u2019approccio individuale alla tecnica chitarristica di Paul, nasce da un&#8217;idea avuta nel 1984 di liberare il braccio destro in momenti di appoggio\u00a0 o di sospensione dallo strumento. La libert\u00e0 risultante consente un flusso continuo tra movimento e suono. Paul ha continuato a sviluppare e a raffinare la propria posizione fino a quando, nel 1987, si \u00e8 evoluta in una postura simile a quella cellistica che utilizza a tutt\u2019oggi. Galbraith ha iniziato la sua carriera concertistica nella tarda adolescenza, essendo venuto all&#8217;attenzione del pubblico in Gran Bretagna attraverso una serie di vittorie in competizioni televisive. Alla domanda di un membro della stampa rivolta ad Andres Segovia dopo il concorso di Leeds nel 1981,\u00a0 il grande Maestro andaluso esclam\u00f2: &#8220;Paul \u00e8 magnifico! Sar\u00e0 un grande artista!!!\u201d. Fin dai primi anni novanta, Paul ha intrapreso tourn\u00e9e negli Stati Uniti ogni anno, cos\u00ec come nel Regno Unito e l&#8217;Unione Europea, Cina, Sud America, Russia, Australia, Canada e India. Inoltre ha suonato con alcune delle pi\u00f9 importanti orchestre ed ensemble in Gran Bretagna e in Europa, come ad esempio: le orchestre della BBC e la Royal Philharmonic, la Scottish e l\u2019English Chamber Orchestra, la European e la Moscow Chamber Orchestra e i quartetti di St. Petersburg e Shanghai.<\/span><\/p>\n<p><strong><div class=\"divider_hr\"><\/div><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong><span style=\"color: #3366ff;\">Giuseppe Carrer<\/span><\/strong><\/h2>\n<h3><em>La chitarra dell&#8217;Ottocento,\u00a0strumenti\u00a0e repertorio<\/em><\/h3>\n<p>Ponte in Valtellina, Teatro Comunale G. Piazzi<\/p>\n<p>27 luglio\u00a02014<\/p>\n<p>Giuseppe Carrer nasce a Treviso nel 1966 dove comincia lo studio della chitarra con Giancarlo Rado. Si diploma con il massimo dei voti al Conservatorio \u201cG. Verdi\u201d di Milano sotto la guida di Ruggero Chiesa. Negli anni della sua formazione partecipa a numerose masterclasses tenute da alcuni dei pi\u00f9 importanti chitarristi della scena mondiale come Julian Bream, Jos\u00e8 Tomas, Paul Galbraith, Eliot Fisk. Continua gli studi con Stefano Grondona e Oscar Ghiglia, frequentando, con quest\u2019ultimo, il corso triennale per solisti presso la Musik Akademie di Basilea (CH) dove nel 1997 si diploma ottenendo il Solisten Diplom, e l\u2019Accademia Musicale Chigiana dove ottiene il Diploma di Merito. Nel biennio 1987-88 segue i corsi di Fenomenologia della musica tenuti dal grande direttore d\u2019orchestra Sergiu Celibidache a Saluzzo. Molto giovane \u00e8 vincitore ai concorsi nazionali di Stresa, Savona e al Concorso \u201cMario Castelnuovo-Tedesco\u201d di Parma. In seguito vince alcuni tra i pi\u00f9 importanti concorsi internazionali per chitarra, primo premio al concorso Citt\u00e0 di Alessandria nel 1986, secondo premio (primo non assegnato) al concorso d\u2019interpretazione di musica per chitarra del secolo XX di Lagonegro, primo premio al concorso \u201cFernando Sor\u201d nel 1994 e primo premio al concorso di Gargnano nel 1995. L\u2019attivit\u00e0 concertistica lo porta in Italia, Francia, Svizzera, Austria, Thailandia e Singapore suonando sia come solista che con varie formazioni cameristiche (dal duo di chitarre al quintetto per chitarra e archi) e in concerti per chitarra e orchestra. Ha collaborato inoltre con la Sinfonieorchester Basel, l&#8217;Orchestra Filarmonia Veneta, l&#8217;Orchestra da Camera di Padova e del Veneto. Attivo anche nel campo della musica contemporanea, ha eseguito alcune delle opere pi\u00f9 significative del repertorio cameristico del novecento quali \u201cLe Marteau sans M\u00e2itre\u201d di Pierre Boulez e \u201cSerenata per un Satellite \u201c di Bruno Maderna. Ha collaborato con il Tammittam Ensemble all\u2019incisione di un CD dedicato alla musica da camera del XX secolo per l\u2019etichetta Dynamic, e come arrangiatore ha curato la versione per voce e chitarra di musiche della tradizione veneziana del \u2018900 in seguito incise per l\u2019OpusAvantra. Con l\u2019ensemble di chitarre Nova Lira Orfeo, diretto da Stefano Grondona, ha partecipato all\u2019incisione del CD \u201cHomenaje\u201d uscito nel 2006 per l\u2019etichetta Stradivarius.<\/p>\n<p><strong><div class=\"divider_hr\"><\/div><\/strong><\/p>\n<h2><span class=\"Apple-style-span\" style=\"color: #3366ff;\">Carles Trepat<\/span><\/h2>\n<h3><em><span class=\"Apple-style-span\">Granados \u2013 Llobet &#8230;100 anys d\u2019un viatge<\/span><\/em><\/h3>\n<p>1 Agosto 2015<\/p>\n<p>Carles Trepat \u00e8 nato a Lleida nel 1960, dove ha iniziato a studiare la chitarra all&#8217;et\u00e0 di tredici anni con Jordi Montagut. Nel 1976 frequenta l\u2019ultimo corso tenuto dal maestro Emilio Pujol Cervera. Ha studiato, inoltre, con Eduardo Sainz de la Maza ed Eulogio D\u00e1valos a Barcellona, con Jos\u00e9 Tom\u00e1s presso il Conservatorio &#8220;Oscar Espl\u00e0&#8221; ad Alicante e Rafael And\u00eda e Alberto Ponce presso l\u2019 \u00c9cole Normale de Musique di Parigi. Ha iniziato l&#8217;attivit\u00e0 concertistica all&#8217;et\u00e0 di diciassette anni, e un anno dopo ha debuttato al Teatro Real di Madrid come vincitore del I Concurso Permanente de J\u00f3venes Int\u00e9rpretes de Juventudes Musicales. Da allora in poi ha ricevuto premi nei pi\u00f9 prestigiosi concorsi internazionali di chitarra, come il premio T\u00e1rrega del concorso internazionale di chitarra Francisco T\u00e1rrega a Benicasim, premio speciale della giuria del concorso internazionale de La Habana e il primo premio del 5 \u00b0 Concorso internazionale di Toronto. Carles Trepat ha avuto il privilegio di lavorare come professore assistente di Jos\u00e9 Tom\u00e1s &#8211; nei corsi estivi di Denia e Vila-seca per pi\u00f9 di dieci anni. E\u2019 stato invitato a tenere dei corsi di perfezionamento dai conservatori di Zaragoza, La Coru\u00f1a, Ja\u00e9n, Alicante, Cartagena, Badajoz, corsi di Ikasm\u00fasica a Bilbao, Alkmaar (Paesi Bassi), Volos e a Salonicco (Grecia), Mikulov (Repubblica Ceca), tra gli altri.\u00a0Come solista ha collaborato con l\u2019 Orquesta Ciudad de Granada, Solisti di Zagabria, Orchestra Filarmonica di Montpellier, English Chamber Orchestra, Orchestra dell\u2019Opera di Lione, London Festival Orchestra, Orchestra of St. John Smith Square, I Musici&#8230; con direttori del calibro di Enrique Garc\u00eda Asensio, Leopold Hager, Friedemann Layer e Josep Pons. Si \u00e8 esibito in pi\u00f9 occasioni al Palau de la M\u00fasica di Barcellona, eseguendo il Concertino di\u00a0 Bacarisse con Sir Neville Marriner e l&#8217;Orquestra de Cadaqu\u00e9s e con Claudio Scimone e I Solisti Veneti interpretando il Concerto RV 93 di Vivaldi. Nell\u2019agosto scorso ha partecipato &#8211; insieme con l&#8217;Orchestra RTVE diretta da Josep Pons \u2013 al concerto in omaggio a Alb\u00e9niz, che Camprod\u00f3n, sua citt\u00e0 natale, ha offerto per il centenario. Carles Trepat solitamente suona con le chitarre emblematiche di alcuni dei pi\u00f9 importanti maestri liutai: Antonio Torres, Santos Hernandez e Jose L. Romanillos. Ha pubblicato diversi pezzi originali e trascrizioni per la chitarra e il suo lavoro in omaggio a Baden Powell in anteprima al Carrefour Mondiale de Guitare in Martinica nel 1994. Ha inciso diversi CD tra i quali quelli dedicati a Mompou e Rodrigo de Quiroga e il pi\u00f9 recente, El Albaicin, con la prima registrazione del brano &#8220;Iberia&#8221; di Alb\u00e9niz, trascritto per chitarra solista.<\/p>\n<p><strong><div class=\"divider_hr\"><\/div><\/strong><\/p>\n<h2><span class=\"Apple-style-span\" style=\"color: #3366ff;\">Mimmo Peruffo<\/span><\/h2>\n<h3><em><span class=\"Apple-style-span\">Le corde di budello e la chitarra: storia di un suono<\/span><\/em><\/h3>\n<p>1 Agosto 2015<\/p>\n<p><span class=\"Apple-style-span\">Mimmo \u00e8 nato ad Arborea in provincia di Oristano. Unico allievo del cordaio Arturo Granata, egli e<\/span><span class=\"Apple-style-span\"> ricercatore operante in Caldogno, provincia di Vicenza (dove ha fondato la Aquila Corde Armoniche). Si occupa, dal 1983, dello studio e della costruzione delle corde di budello in uso nel Rinascimento, Barocco e periodo Classico. Nell\u2019ambito della ricerca nel campo dei materiali moderni nel 1997 ha scoperto ed introdotto nel mercato il \u2018Nylgut\u2019, una sorta di \u2018budello sintetico\u2019 impiegato negli strumenti a pizzico storici e nella chitarra classica, ukulele etc. in sostituzione del nylon. Suoi contributi sono apparsi in \u201cRecercare\u201d, \u201cF.O.M.R.H.I. Quarterly\u201d, Orfeo, \u201cil Bollettino della Societ\u00e0 italiana del Liuto\u201d, \u201cThe Lute Society of America Bulletin\u201d, \u201cQuattrocentoquindici\u201d, \u201cIl Fronimo\u201d, Gendai Guitar Il volume \u2018Domenico Montagnana lautier in Venegia, Lendinara 1997\u2019, \u2018Das Musikinstrument\u2019 etc. Ha curato la sezione riguardante le corde di budello del catalogo degli strumenti musicali del Germanisches National Museum di Norimberga e del volume della mostra di Bergamo del 1998: \u201cEvaristo Baschenis e la natura morta in Europa\u201d. Ha eseguito per la prima volta accurati rilievi degli spezzoni di corde di budello risalenti alla prima met\u00e0 del XVIII secolo presenti al Museo Stradivariano di Cremona e nell\u2019Aprile del 2000 le misurazioni delle corde originali di budello per violino appartenute a Nicol\u00f2 Paganini. Ha svolto e svolge tuttora conferenze nei conservatori o universit\u00e0 di Vienna, L\u2019Aquila, Dresda, Milano, Venezia, Londra, Bruxelles, Firenze, Den Haag, Brescia, Gjion etc. Quando ha tempo (!) riesce a suonare il suo liuto, la chitarra e l\u2019ukulele.<\/span><\/p>\n<p><strong><div class=\"divider_hr\"><\/div><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lavoro del musicista deve necessariamente esplicarsi attraverso lo strumento, di conseguenza entrando in contatto con il liutaio, profondo conoscitore dei materiali, delle forme e delle tecniche che contribuiscono a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"template-team.php","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/489"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=489"}],"version-history":[{"count":152,"href":"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/489\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1845,"href":"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/489\/revisions\/1845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.guitarmasterinponte.com\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}